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Biografia

L'originalità che chiediamo all'artista è l'originalità del trattamento, non del soggetto. Solo chi è senza fantasia inventa. Il vero artista è noto per l'uso che fa di ciò di cui si appropria, ed egli si appropria di tutto.

Oscar Wilde

 
Sento profondamente mia questa citazione, forse perché nel mio nomadismo programmato cerco di impossessarmi con curiosità viscerale di tutto ciò che mi circonda, per non dimenticare.

Il “viaggio” è per me fonte d’ispirazione. Un viaggio attraverso i continenti, ma anche attraverso l’anima, la politica, le religioni. Lo "scatto" è la testimonianza del mio passaggio, allo scopo di custodirne la memoria.

Nata nel 1966 a Gorizia, vivo a Milano da vent’anni. Nel 2008 ho iniziato la mia professione di artista.

Collaboro da due anni con il Quotidiano di Sicilia, per il quale tengo settimanalmente una rubrica viaggi. (www.qds.it -Viaggi nel mondo)


Critica di Alessandro Trabucco

Il diffuso utilizzo dell’apparecchio fotografico, quale strumento di documentazione della realtà quotidiana, ha permesso una sorta di democratizzazione della fotografia da non confondere con il contenuto stesso che l’immagine veicola; la differenza sta proprio in questo sottile ed impercettibile limite che separa di netto la fotografia come linguaggio dalla fotografia come mero passatempo amatoriale.

La memoria di un momento vissuto, il ricordo di un evento particolare, lo scatto di una panoramica naturalistica o di un semplice oggetto, assumono valori differenti in base all’idea di fondo che li anima e alla ragione che li ha generati. La ricerca artistica diventa tale quando pone l’accento sulla finalità dell’opera e non semplicemente sul suo aspetto superficiale e formale.

Nella lavoro di Nicoletta Fontana Conservo il viaggio è l’ingrediente principale, un nomadismo programmato e ben strutturato misto ad una voracità visiva il cui risultato finale va oltre la fotografia documentaristica da reportage per assumere una connotazione più partecipata e condivisa. L’artista, infatti, non è interessata alla sola riproduzione oggettiva degli eventi, la sua scelta si concentra su situazioni nelle quali è possibile osservare anche degli aspetti inconsueti che riusciamo a cogliere pienamente perché ricontestualizzati e riportati alla loro dimensione umana e sociale.

Successivamente alle centinaia di scatti avviene una selezione dei soggetti più interessanti che vengono stampati ed assemblati manualmente procedendo per accostamenti e sovrapposizioni, realizzando collages sagomati su forme preesistenti, le mappe geografiche, identificative della ricerca artistica della Fontana Conservo. L’esito di questa operazione preliminare, ma di fondamentale importanza nella sua procedura creativa, viene poi rifotografato e stampato in grande formato.

Con le mappe sul Nord America l’artista crea una carta geografica che rappresenta la cultura, le città, le usanze, le contraddizioni, la vita e le persone che lo popolano, in una sorta di mappatura generale che assume quasi un valore sociologico ed antropologico di ricerca sul territorio e di riflessione sull’attualità della vita americana, e il risultato è un insieme di immagini poste in modo da ricoprire l’intera superficie a disposizione. È importante sottolineare che tutte le foto sono scatti originali eseguiti dall’artista direttamente sul posto, testimonianza oculare del suo reale passaggio in quei luoghi.

Di grande importanza anche la cultura artistica americana e il suo interesse nei confronti della Pop Art, della Street Art e del Graffitismo.

L’artista, infatti, non solo si mescola alla gente stando a diretto contatto con essa, si inoltra nei sobborghi delle città alla ricerca di quelle che reputa le più efficaci creazioni della cultura artistica attuale, quelle azioni abusive che adottano la strada e i suoi muri come supporti attraverso cui sciogliere la loro anarchia creativa, espressione di un pensiero stratificato e libero, in sintonia con la temporalità fulminea e sintetica della comunicazione contemporanea.

L’attenzione di Nicoletta Fontana Conservo si concentra anche su aspetti più urgenti e problematici quali l’attuale crisi economica e le devastanti conseguenze sociali che da essa derivano.

L’idea è quella di sottolineare una situazione mondiale in netto squilibrio rispetto alle politiche di sviluppo e di democrazia delle maggiori potenze, un’instabilità che non permette di pensare ad una concreta progettazione del futuro, mantenendo costante una precarietà che non può concedere prospettive positive di vita.

Cifra stilistica identificativa di questi lavori è sempre la forma graficamente stilizzata degli Stati, ma in questo caso ciascun confine diventa contenitore entro il quale sublimare in un’unica immagine un preciso concetto sul quale l’artista vuole farci riflettere. Questa serie di lavori si intitola 2010, Economy’s Maps e le Nazioni prese in esame sono la Corea del Nord, l’Italia, l’Arabia Saudita, la Cina, la Russia, l’India, il Nord America, la Gran Bretagna e, unico continente, l’Africa.

Alessandro Trabucco

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